A piedi da Assisi a Riace per promuovere l’accoglienza

(ANSA) – OLBIA, 31 OTT – Da solo, a piedi, in silenzio, da
Assisi a Riace. Da San Francesco, icona di chi ripudia il
superfluo, a Mimmo Lucano, riferimento contemporaneo di chi ha
una certa visione del mondo. Stefano Lotumolo è vicino alla
meta. Non è sicuro che la situazione sanitaria gli faccia finire
il pellegrinaggio iniziato il 4 ottobre. Se tutto andrà bene,
tra dieci giorni incontrerà l’ex sindaco, ideatore del “Modello
Riace”, esempio di integrazione e accoglienza. Comunicazioni
scritte e mail contingentate, 25 chilometri di media al giorno,
alloggio in tenda oppure ospite di chi l’accoglie. Ora è in
Campania, alle porte della Calabria.
    Nato a Lucca, 33 anni, lui e l’associazione Africa Master
Piece Children, che presiede, hanno base a Olbia. Detto addio al
calcio dopo due partite in prima squadra con la Lucchese e due
infortuni, per dieci anni è stato floricoltore e poi pizzaiolo.
    Fa il fotografo, dal 2015 racconta con l’immagine “cos’è giusto
e cosa no”. Il 25 settembre era al porto di Olbia, coi colleghi
che nel suo camper hanno la redazione ambulante di riviste
specializzate in tema di immigrazione, per testimoniare
l’accoglienza delle persone a bordo dell’Alan Kurdi.
    Ora camminare in silenzio da Assisi a Riace è il modo di
mettere tutto in ordine. Le parole confluiranno in un libro. Le
immagini continueranno a raccontare il mondo. L’incontro con
Mimmo Lucano darà visibilità ad Africa Master Piece Children,
attiva in Tanzania con iniziative per l’emancipazione femminile
e la condizione infantile, la lotta all’infibulazione delle
giovani donne e l’impegno per la scolarizzazione.
    Il viaggio non si ferma a Riace.
    “Ho lasciato una vita oltre i limiti – racconta della
giovinezza – iI mondo va troppo veloce, bisogna staccare,
prendersi una pausa: non siamo qui per spendere il tempo tra
lavoro, stress, carriera”. Anche dopo aver scelto la fotografia “ho fatto tanti progetti, sempre di corsa – dice – ora volevo
rallentare”. “Due passi”, da Assisi a Riace, perché “San
Francesco ha amato tutti gli esseri viventi come fratelli e il
progetto di Mimmo Lucano è irripetibile”. (ANSA).
   


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