Cesena. Ass. Carmelina Labruzzo: ”L’emporio solidale partirà tra un mese”

E’ uno dei progetti che l’ass. Carmelina Labbruzzo ha messo tra le sue priorità, ovvero quello dell’assessorato ai Servizi alle persone e alle famiglie.

Abbiamo individuato un luogo ma fino a quando non chiudiamo l’accordo, per scaramanzia, non anticipo nulla. L’utenza dell’emporio sarà selezionata attraverso i servizi ma anche su segnalazione delle associazioni già attive sul territorio. Spesso le iniziative di solidarietà alimentare prevedono la consegna alle famiglie e alle persone che hanno bisogno di pacchi alimentari, e la maggior parte dei prodotti è di natura industriale. L’emporio solidale sarà invece organizzato come una sorta di supermercato, all’interno del quale i beneficiari potranno scegliere, in modo autonomo e secondo le loro esigenze, prodotti alimentari e non, nella misura concordata.”  concluda la Labbruzzo

Dovrebbe partire il mese prossimo il percorso partecipato per avviare il progetto dell’emporio solidale, che sulla base del progetto messo a punto avrà una forte spinta iniziale da parte dell’amministrazione comunale a livello di regia, ma dovrà poi «camminare sulle sue gambe». Avrà sede a Cesena, ma su dove sarà esattamente ancora l’assessora Labruzzo preferisce non sbilanciarsi: «Abbiamo individuato un luogo ma fino a quando non chiudiamo l’accordo, per scaramanzia, non anticipo nulla». Sarà un luogo della solidarietà alimentare: «L’utenza dell’emporio sarà selezionata attraverso i servizi ma anche su segnalazione delle associazioni già attive sul territorio. Spesso le iniziative di solidarietà alimentare prevedono la consegna alle famiglie e alle persone che hanno bisogno di pacchi alimentari, e la maggior parte dei prodotti è di natura industriale. L’emporio solidale sarà invece organizzato come una sorta di supermercato, all’interno del quale i beneficiari potranno scegliere, in modo autonomo e secondo le loro esigenze, prodotti alimentari e non, nella misura concordata».
Ma l’emporio sarà anche e soprattutto un luogo di incontro dove organizzare, di concerto con le associazioni e le realtà che vorranno farne parte, corsi e iniziative rivolte all’utenza ma anche aperte all’intera cittadinanza.
Tra le parole chiave che l’assessora ha usato per descrivere il progetto in consiglio comunale, c’è “temporaneità”: «L’accesso al servizio avrà una durata limitata, per andare verso l’autonomia della famiglia».
L’impronta del progetto dovrà essere orientata anche alla “località” e “sostenibilità”: «Questo progetto ci dà la possibilità di creare una rete virtuosa di acquisti dai piccoli produttori locali, e anche grazie all’adesione alla rete regionale degli empori solidali potremo lavorare sulla riduzione degli sprechi».
Partecipazione e inclusione saranno parole d’ordine al centro di un’iniziativa che mira a creare connessioni «tra associazioni, tra famiglie, tra persone, tra produttori» e che «sostiene tutte le persone e tutte le famiglie di qualsiasi accezione».

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