CESENA. BILANCIO. NO DELLA LEGA. CELLETTI: NON PRODUCE CRESCITA E NON INVESTE SUL RILANCIO DI CESENA

Cesena, 24 dicembre. “No convinto e motivato della Lega al bilancio di previsione della Giunta Lattuca. Il nostro parere è che questo bilancio non produca crescita concreta e investimenti per rilanciare l’economia cesenate, pur potendo contare su un aumento di circa 14 milioni rispetto all’anno scorso”.
Questa l’opinione del gruppo Lega, espressa dalla capogruppo Antonella Celletti in un articolato intervento in Aula.
“Il grosso dell’aumento riguarda, infatti, gli 11,9 milioni, provenienti da risorse originariamente stanziate dalla legge di bilancio 2020 poi integrate con risorse del PNRR, destinati interamente alla riqualificazione del complesso Roverella. Iniziativa che, a nostro avviso, non rappresenta un volano per la crescita pur fagocitando non solo fondi del PNRR ma anche tre milioni dalle casse comunali. Non convince neppure la stucchevole narrazione ‘buonista’ con cui la Giunta presenta il progetto. Se l’obiettivo fosse davvero dare risposte all’indiscutibile necessità di nuovi alloggi sociali a Cesena, sarebbe azzardato ritenere che 30 alloggi (non si sa ancora a chi destinati) siano una risposta adeguata, soprattutto a fronte di una spesa così elevata. Ma c’è anche il rischio che concentrare più usi in questa struttura, a nostro parere anche incompatibili fra loro, potrebbe creare in pieno centro storico una sorta di ’isola’ disgregata dalla vocazione dell’area con un aggravamento dei problemi già esistenti di sicurezza e vivibilità. Quest’area, al contrario, sarebbe potuta diventare lo scrigno della città, con la riqualificazione del complesso di Sant’Agostino in funzione di Museo della città e intorno la rete commerciale e artigianale di qualità. Una visione quella della Lega assolutamente non condivisa dalla Giunta che non sembra perseguire l’obiettivo di rigenerare il centro storico quale luogo attrattivo dell’intera città, men che meno ritiene opportuno rivisitare l’inadeguato progetto di riqualificazione della rete museale cittadina soprattutto in chiave di promozione del turismo d’arte”.
Tra i punti critici toccati da Celletti:
1) La Biblioteca Malatestiana: “non sono un mistero le nostre perplessità sia sulla realizzazione dell’ormai datato progetto della Grande Malatestiana, sia sui suoi enormi costi totali, di cui non abbiamo ancora avuto contezza nonostante la nostra richiesta di conoscerli risalga a diverso tempo fa. Le nostre perplessità riguardano anche e soprattutto la Biblioteca antica. Vero e proprio tesoro della città in tutti i sensi, anche come amplificatore del turismo e quindi di un indotto economico non indifferente se collegato a tutte le altre emergenze culturali. Peccato che anche la riqualificazione del museo archeologico sia ancora di là da venire e la nuova pinacoteca OIR, ancora in fieri, appaia come un’anatra zoppa. La nostra constatazione è che in un decennio il valore della Biblioteca Memoire du Monde sia stato sottodimensionato e che la politica del settore cultura, a cui va una fetta molto consistente di risorse, sia frammentaria e disarticolata”.
2) Piano investimenti: “non riusciamo a leggervi stimoli alla crescita. La cosiddetta Bicipolitana, per esempio, fagocita 4,6 milioni senza che il progetto risulti ancora chiaro e tangibile. Una città amica e inclusiva dovrebbe adattarsi ai bisogni di tutti gli utenti, di chi usa la bici, l’auto o il mezzo pubblico. Lungimirante sarebbe stato rivedere il piano del traffico, promuovere l’utilizzo della bicicletta, ma considerare contestualmente anche gli spostamenti in auto e il relativo bisogno di posteggi. Accanto ai cospicui finanziamenti per la Bicipolitana sarebbe stato opportuno inserire risorse per una o più aree di parcheggio diffuse a servizio del centro urbano. Al contrario assistiamo a una dogmatica ripetizione delle parole chiave ‘green’ da parte di una Giunta che pretende di ‘rieducare’ i cittadini con imposizioni surrettizie che rischiano di limitare la legittima libertà di scelta degli utenti della strada”.
3) Il libro dei sogni: “la Giunta continua a propagandare gli stessi progetti invariabilmente declinati con i verbi al futuro, compresi quelli che rincorrono le risorse del PNRR contenuti in un tomo di un centinaio di schede. Cesena presenterà progetti per 53 milioni. Il ‘libro dei sogni’. Staremo a vedere e saremo i primi a congratularci se saranno tutti accolti. Ci riferiamo a quelle opere pubbliche trascurate e rimandate di anno in anno e ormai indifferibili. L’esperienza dell’ultimo decennio, tuttavia, riguarda progetti propagandati dalle varie Giunte ma mai realizzati. Purtroppo, o per fortuna dell’amministrazione, i cesenati hanno la memoria corta. Quello che conta sembra essere una persistente autocelebrazione: le promesse ripetute possono sembrare quasi realtà”.

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