Cesena. Il Comune ammette: buttata via per sbaglio l’opera d’arte ‘la ruota umana’

Lista Civica Cambiamo
“E’ PROPRIO VERO: HANNO BUTTATO L’OPERA DI MASACCI!”
L’assessore Verona, rispondendo all’interrogazione di Cambiamo, ammette l’errore, ma sorvola sulle responsabilità. Di Placido: “Danno d’immagine incalcolabile per la nostra cultura”
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“DUNQUE, adesso è ufficiale: per formale ammissione dell’assessore alla cultura Carlo Verona, l’opera “La ruota umana” dello scultore cesenate Amedeo Masacci è stata buttata in qualche discarica o fusa come un ferro vecchio. Ovvero, nessuno sa, di preciso, che fine abbia fatto. Una cosa veramente imbarazzante.
Avevamo già segnalazioni da fonti attendibili di questo esito, ma l’episodio ci sembrava così grave ed assurdo che, fino all’ultimo, abbiamo sperato di aver preso un abbaglio.
E, invece, la realtà si è rivelata assai peggiore delle nostre paure.
Non solo il Comune di Cesena ha ridotto un’opera d’arte – acquistata con soldi pubblici per 4mila euro! – ad un rifiuto da smaltire ma, addirittura, nella risposta alla nostra interrogazione, ci vuol far credere che non sarà possibile risalire ai responsabili di questo scempio. Insomma, a Cesena si buttano opere d’arte di proprietà pubblica e nessuno è in grado di stabilire chi è stato.
Nella risposta alla nostra interrogazione, l’assessore Verona ci dice che – a seguito di una sollecitazione ricevuta dall’Università della Terza Età sulla Ruota Umana di Masacci – è stata eseguita una ricerca nei depositi comunali dove si trovava l’opera ‘smontata e in cattivo stato di conservazione’.
Nonostante si fosse deciso di sottoporre la scultura ad un restauro, ci dice sempre l’assessore, all’atto del ritiro non è stato possibile rintracciarla all’interno del deposito. L’ipotesi più probabile, formulata dalla stessa amministrazione, è che ‘durante il riordino dei locali qualche addetto abbia rottamato la scultura assieme ad altro materiale’.
Dunque, un errore clamoroso, ma ciò che lascia interdetti è soprattutto la gestione di questa scellerata vicenda. L’amministrazione, infatti, ci spiega che sono state fatte ‘ricerche presso le ditte che compiono la raccolta nei depositi comunali, ma senza risultato. Le ditte raccoglitrici, infatti, smaltiscono i materiali nell’arco massimo di una settimana’. Questi, per sommi capi, i fatti ricostruiti dall’assessore.
C’è dunque, in primis, un danno in solido da quattromila euro, che è la cifra pagata dall’amministrazione, con i soldi pubblici, per acquistare l’opera di Masacci. Ma c’è soprattutto un incalcolabile danno d’immagine perché un Comune non può rottamare il proprio patrimonio artistico e poi, senza accertare alcuna responsabilità, risolvere la vicenda a tarallucci e vino promettendo ai figli dell’artista una mostra “riparatoria”.
Ci troviamo di fronte ad un episodio grave e dunque il tema delle responsabilità non può essere saltato a piè pari. Per quale ragione – ci chiediamo – l’opera di Masacci era stipata in un deposito comunale in condizioni di elevato degrado e di totale incuria? Chi doveva preservarne la struttura e non l’ha fatto? Ma soprattutto chi – e perché – ha scambiato quell’opera d’arte in un rottame ferroso decidendo di farne un relitto da buttare? Davvero vogliono farci credere che la colpa sia solo di un operaio distratto? Il controllo delle opere d’arte di proprietà del Comune sono delegate agli addetti dei depositi? O invece le vere responsabilità di questo clamoroso errore risiedono in qualche ufficio dell’ente pubblico?
Le risposte dell’Assessore sono evasive e poco dettagliate. Si parla di addetti e di ditte senza fornire alcun riferimento e questo è un modus operandi sospetto perché la genericità della narrazione, si sa, è il principio cardine dello “scaricabarile”.
Come lista civica Cambiamo, interpretando le istanze di gran parte del mondo culturale e artistico cesenate, e per rispetto alla famiglia Masacci, che era stata coinvolta con promesse di restauro e mostre dedicate, non possiamo ovviamente ritenerci soddisfatti da questa risposta. Pertanto, continueremo ad incalzare l’amministrazione affinché fornisca, in maniera più chiara e seria, i contorni di questa imbarazzante vicenda per stabilire le responsabilità dell’accaduto e, soprattutto, per evitare che fatti simili possano ripetersi in futuro”.
Luigi Di Placido (consigliere comunale di Cambiamo)

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