CESENA. La Corte Costituzionale boccia parte del Decreto Sicurezza di Salvini e si allinea alla posizione del Comune

Secondo il Decreto Sicurezza targato Salvini, i richiedenti asilo non possono essere iscritti all’Anagrafe prima di avere una risposta sull’accoglienza o meno della domanda di protezione. Questione discussa ampiamente a Cesena dopo i ricorsi presentati da alcuni stranieri e che la Corte Costituzionale ha ritenuto di dover accogliere cancellando così una delle disposizioni del Decreto.

Alcuni dei richiedenti asilo, che si avvalgono dell’assistenza dell’associazione “Avvocati di strada”, nei mesi scorsi si erano visti riconoscere le loro ragioni dal tribunale di Bologna, facendo sì che venisse loro concessa la residenza dall’Anagrafe di Palazzo Albornoz. Un precedente che ha innescato l’emissione di una serie di sentenze simili per altri profughi a Cesena, tanto da portare l’amministrazione comunale a disapplicare quella parte di Decreto sancito da Salvini.

Ora la conferma con la pronuncia della Corte Costituzionale. Per la Corte infatti, la norma voluta dall’allora ministro degli Interni contrastava con l’articolo 3, uno dei pilastri più importanti della Carta Costituzionale. Ravvisati due profili di incostituzionalità.

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