CESENA. Vita familiare e tempi professionali, Amministrazione comunale e Università danno avvio a un’indagine rivolta a lavoratori e imprese del territorio. Assessore Ferrini: “Un progetto a sostegno del welfare delle famiglie”

 

Vivere la propria famiglia e lavorare meglio. Si basa su questo presupposto il work life balance, che rappresenta letteralmente l’equilibrio esistente tra vita privata e sfera professionale di ciascun lavoratore. L’Amministrazione comunale di Cesena accogliendo i bisogni manifestati dalle organizzazioni sindacali, ma anche da imprese, lavoratrici e lavoratori, di tutto il territorio con particolare riferimento ai quartieri Valle Savio e Borello, nelle prossime settimane pubblicherà una manifestazione di interesse rivolta alle imprese presenti nel Cesenate che intendono definire insieme al Comune nuovi servizi pubblici e nuove iniziative pubbliche e private con lo scopo di conciliare le due sfere.

Servizi educativi e scolastici ed extrascolastici con orari flessibili, servizi di trasporto, politiche abitative. Sulla base della ricognizione effettuata dalle aziende del territorio che aderiranno all’iniziativa, l’Amministrazione comunale, insieme alle organizzazioni sindacali, promuoverà iniziative e strategie che mirano all’equilibrio tra lavoro e vita privata messe in atto nel posto di lavoro e nella comunità. Il progetto sarà finanziato dalla Regione Emilia-Romagna che ha assegnato al Comune di Cesena 40 mila euro per il 2021 e il 2022 che saranno impiegati a supporto dell’attività di ricerca svolta dal Dipartimento di Psicologia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

“Il work life balance – commenta l’Assessore allo Sviluppo Economico Luca Ferrini –  è l’aspetto prioritario nella scelta di un’azienda e possiamo intenderlo come un incentivo per una crescita economica duratura su tutto il territorio. Il raggiungimento di un concreto ed effettivo equilibrio tra la sfera lavorativa e quella familiare rappresenta un ottimo risultato per le imprese, per i lavoratori e per la comunità di riferimento. Per questa ragione intendiamo potenziare il modello di welfare presente sul nostro territorio dapprima attraverso un intervento di ricerca avviato per costruire relazioni significative con lavoratori, lavoratrici, imprese, Istituzioni, nei luoghi lavorativi, nei quartieri, nelle istituzioni educative e scolastiche. In un secondo momento, proprio a partire dai risultati raccolti, definiremo un’offerta di opportunità di welfare e servizi a supporto delle famiglie dei lavoratori. L’obiettivo di questo percorso – prosegue l’Assessore – è dunque di conciliare le istanze che provengono dal territorio, così soddisfare la crescente necessità dei lavoratori di poter accordare i propri impegni familiari e lavorativi”.

Il progetto inoltre vuole anche abbattere gli effetti negativi dovuti all’emergenza Covid-19 che ha generato ulteriori divari sociali, aggravando la disparità. Per questa ragione l’indagine si concentrerà sulla famiglia con una particolare attenzione alla conciliazione dei tempi lavoro/vita privata delle lavoratrici.

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