Covid: in E-R calo atteso del Pil di quasi il 10% nel 2020

(ANSA) – FORLÌ, 15 OTT – Per effetto della pandemia
l’Emilia-Romagna ha subìto una recessione peggiore del 2009, ma
meno profonda di quanto già ipotizzato per cui per il 2020 si
attende una caduta del Prodotto interno lordo prossima alle due
cifre (-9,9%). È quanto emerge dall’edizione di ottobre degli
scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati
dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna.
    La ripresa, spiegano gli analisti, sarà solo parziale nel
2021 (+7,1%). La discesa del Prodotto interno lordo italiano
dovrebbe risultare del 9,6% nel 2020, seguita da una crescita
del 6,2% nel 2021. Nel 2020 la recessione colpirà più duramente
le regioni del Nord, ma in Emilia-Romagna sarà più contenuta che
in Lombardia, Toscana, Piemonte e Veneto. La ripresa attesa per
il 2021 riporterà l’Emilia-Romagna al secondo posto per
crescita, a un passo dal Veneto.
    Per quanto riguarda i settori, nel 2020 saranno il valore
aggiunto dell’industria in primo luogo (-13,7%) e quindi delle
costruzioni (-11,3%) che accuseranno il colpo più duro, ma anche
nei servizi la recessione sarà pesante (-8,7%). Nel 2021 la
ripresa sarà solo parziale in tutti i settori, ma più pronta
nell’industria (+13,6%) e nelle costruzioni (+12,2%), mentre nei
servizi la reazione sarà relativamente più debole (+4,4%).
    Quanto al mercato del lavoro, nel 2020 gli effetti della
pandemia condurranno a una sensibile riduzione delle forze
lavoro (-1,4%) e dell’occupazione (-2,1%), per la fuoriuscita
dal mercato di molti lavoratori, con un più contenuto aumento
della disoccupazione (6,2%). Nel 2021 l’occupazione non si
riprenderà (+0,2%) e aumenterà ulteriormente il tasso di
disoccupazione (6,9%), ai massimi dal 2016. (ANSA).
   


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