Covid: verso coprifuoco nazionale alle 21

Il dpcm prevederà, a quanto si apprende, un coprifuoco nazionale alle 21. E’ quanto sarebbe stato deciso stamattina nella riunione del premier Giuseppe Conte con i capidelegazione. È in corso il vertice tra il governo e le Regioni per tentare di trovare una linea comune sulle nuove misure da adottare per frenare la nuova ondata del Covid. Alla riunione in videoconferenza, convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, oltre ai governatori e al presidente dell’Anci Antonio Decaro, sono presenti il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri e il direttore delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile Luigi D’Angelo.

Braccio di ferro governo-Regioni sulle misure del nuovo Dpcm anti-Covid. I governatori chiedono regole nazionali, mentre Conte punta a stabilire ‘zone rosse’ in base alla diffusione territoriale del virus indicata dall’indice Rt. Il coprifuoco è una delle misure sul tavolo insieme alle limitazioni per gli over 70, interruzione della mobilità tra Regioni (salvo motivi di lavoro), chiusura dei centri commerciali nei weekend.

Il premier renderà comunicazioni alla Camera alle 12 e al Senato alle 18 – Il Parlamento si esprimerà sulla strategia del governo contro la pandemia. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustrerà a Camera e Senato le misure che verranno prese con un nuovo dpcm da varare a stretto giro. Dopo le comunicazioni, Montecitorio e Palazzo Madama voteranno le risoluzioni della maggioranza e dell’opposizione, con il centrodestra intenzionato a presentare un documento unitario. Malgrado i distinguo sollevati anche dagli alleati, al momento il voto non sembra impensierire l’Esecutivo. Chi tiene il pallottoliere parte dal conto fatto un paio di settimane fa quando, nonostante le numerose assenze per covid, i gruppi parlamentari hanno garantito la maggioranza assoluta per lo scostamento di bilancio, sia alla Camera, con 324 voti favorevoli, sia al Senato, con 165.

Sulle misure di contrasto alla pandemia, gli scontri fra le forze di governo non arrivano a mettere a rischio la tenuta del Conte bis. Non sembra quello l’obiettivo delle critiche di Italia Viva. E anche le fibrillazioni all’interno del Movimento Cinque stelle non dovrebbero tradursi in nuovi messaggi lanciati attraverso il voto sulle misure contro la pandemia, come avvenne a inizio settembre, quando 28 deputati Cinquestelle non parteciparono al voto di fiducia sul decreto covid.


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