Dpcm: a Reggio Calabria alcuni negozi aperti per protesta

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 06 NOV – A Reggio Calabria qualcuno
ha deciso di violare le rigide restrizioni del lockdown. Alcuni
negozianti, infatti, la cui categoria merceologica rientra tra
quelle alle quali il DPCM Conte ha imposto la chiusura, hanno
deciso lo stesso di alzare le saracinesche dei loro locali ed
aprire al pubblico. Pochi, rispetto, comunque, rispetto al
resto che si è adeguato alle normative anti-covid. Dpcm
sostanzialmente rispettato in riva allo Stretto. Pochi clienti
per chi ha rischiato e pochissime persone in giro, alle fermate
dei pullman; traffico scarso lungo le arterie principali, e
abbondante disponibilità di parcheggi, vero miraggio degli
automobilisti nei giorni normali.
    Bar e pasticcerie, hanno bloccato i loro ingressi: è vietato
entrare, ma si può ordinare all’entrata per poi consumare tutto
comodamente a casa. “Certo, non è come nei giorni normali – dice
il titolare di una pasticceria sul viale Aldo Moro -. La perdita
di clientela c’è, rispetto all’afflusso che avevamo
quotidianamente davanti al banco. Tuttavia è necessario farlo
per il bene di tutti. Speriamo che serva”.
    Da questa mattina l’azienda di trasporto pubblico locale,
l’Atam, in ottemperanza al Dpcm del 4 novembre 2020, e fino a
nuove disposizioni, nell’ambito delle misure urgenti per la
prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica, ha
limitato la capienza dei propri bus al 50%. Ma molti pullman
circolano con pochissima gente a bordo. (ANSA).
   


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