Gli “sbadati” delle mascherine che non danno il buon esempio

Piccole disattenzioni, nulla di più. Ci incappano tutti, anche chi dovrebbe maggiormente dare il buon esempio. L’ultimo caso è quello tirato fuori dal Tempo. Il premier Giuseppe Conte si è fatto immortalare al ristorante “Benito al Bosco” di Velletri, dove è andato a cenare insieme alla compagna Olivia Paladino: uno scatto senza mascherina e, ovviamente, senza il benché minimo “distanziamento sociale” con il titolare Benito Morelli e altre quattro persone che compaiono nella fotografia dello scandalo. Palazzo Chigi ha provato a cavillare sulla data dello scatto. Risalirebbe al 17 settembre e non a qualche giorno fa, come si era inizialmente supposto. Ma poco importa: perché, vero è che le restrizioni si sono fatte più dure solo negli ultimi giorni, ma sono mesi che è obbligatorio indossare la mascherina quando ci si alza da tavola.

Conte non è certo il primo che inciampa nelle sue stesse regole. Qualche giorno fa era toccato, nientepopodimeno, a mister Mascherina. Mentre in Italia veniva introdotto l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, a prescindere dagli assembramenti e dalla distanza interpersonale, il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha trasgredito alle regole che lui stesso ha contribuito a stilare insieme a Conte. Parlando con alcuni giornalisti, a margine di un evento a Villasimius, in provincia di Cagliari, aveva la mascherina che non gli copriva il naso ma soltanto la bocca. Un errore che commettono in molti. Tanto che anche recentemente, quando si è trovato a dover decidere le regole di ingaggio per la riapertura delle scuole, il Comitato tecnico scientifico ha ribadito l’importanza di protegere “naso-bocca” durante tutti gli spostamenti, in particolar modo quando “potrebbe non essere garantito il distanziamento”. Per chi dovesse ancora nutrire dubbi sulle modalità con cui va indossata, sul sito del dicastero della Salute l’Istituto superiore di sanità spiega che bisogna “posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento”. Un regola che, al di là degli iniziali strafalcioni degli stessi uffici diretti dal ministro Roberto Speranza, dovrebbe essere chiara ormai dalla scorsa primavera. Eppure in molti la infrangono. E si beccano multe salatissime(si arriva fino ai mille euro). Ovviamente, nessuno a Villasimius ha redarguito il supercommissario, ma i social non lo hanno perdonato e ne è scoppiata un’accesa polemica. “L’uomo che acquista le mascherine – hanno fatto notare in molti – non le sa mettere…”.

Nella stessa “svista” di Conte era incappato lo scorso agosto anche Luigi Di Maio. Anche lui era scivolato su una fotografia postata sui social network. “Una bella serata in compagnia di Andrea Scanzi e tanti altri amici a San Gavino in Sardegna – aveva scritto su Facebook – ho avuto il piacere di assistere al suo spettacolo come sempre geniale e diretto, ve lo consiglio. Buona serata a tutti”. Né il ministro degli Esteri né il giornalista del Fatto Quotidiano né le altre quattro persone immortalate nello scatto postato avevano, però, la mascherina. In più i sei si abbracciavano amabilmente davanti all’obiettivo del cellulare. “Tutti senza mascherina – avevano commentato molti utenti – complimenti poi fate le multe a uno che la toglie per bere. Bravi!”.

Lo stesso tenore di commenti è piovuto addosso a Conte anche quando da Palazzo Chigi hanno cercato di spiegare che la foto-ricordo è stata scattata a metà settembre, giorni prima della più recente recrudescenza dei contagi. Ma poco importa. Perché dei sette in posa solo due signore erano con la mascherina. Tutti gli altri se ne erano bellamente infischiati delle regole. Esattamente come se ne era infischiato papa Francesco all’udienza generale di mercoledì scorso. In quell’occasione il Santo Padre aveva addirittura stretto e baciato mani di monsignori e fedeli che si trovavano nell’Aula Paolo VI. Insofferenza alle regole o semplice distrazione? Può essere di tutto. A chi non è capitato nemmeno una volta di uscire di corsa di casa e dimenticarsi di avere con sé la mascherina?

Il punto è che la distrazione è sempre dietro l’angolo. Ed è giusto richiamare l’importanza di indossare la mascherina quando non si può garantire il distanziamento. Chi deve dare l’esempio per primo, però, deve ricordarsi di farlo sempre, anche quando non si trova a un evento istituzionale o lontano dai riflettori. Altrimenti c’è il rischio che passi il messaggio sbagliato. E non sarebbe la prima volta da parte di Conte & Co.



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