Italia bocciata dall’Oms. ​Ma il dossier è sparito

L’Oms è un’organizzazione sulla carta scientifica, ma finanziata dai soldi che i governi stanziano di anno in anno. E così, a pandemia in corso, le critiche circa suoi comportamenti più politici che scientifici sono all’ordine del giorno. L’ultima questione riguarda proprio l’Italia. In particolare, l’attenzione è stata puntata su un rapporto che bocciava il nostro Paese e che adesso non c’è più. Sparito, nascosto, ritirato, quel dossier in cui si raccontava una triste realtà italiana non è più possibile consultarlo.

E qui vengono in mente tutte quelle occasioni invece in cui è stata la stessa Oms ad elogiare il governo di Giuseppe Conte. In realtà però la situazione era ben diversa. A raccontarlo sono stati nelle scorse ore i giornalisti di Report, la trasmissione in onda su Raitre.

Nel servizio in particolare si è fatto riferimento a un documento molto critico verso Roma, realizzato da alcuni ricercatori del distaccamento dell’Oms di Venezia. Nelle pagine era contenuto un vero e proprio j’accuse verso la reazione italiana all’insorgere dell’epidemia: dal mancato aggiornamento da parte del ministero della Salute di un piano pandemico, risalente al 2006 e arrivato fino a noi “attraverso un maldestro copia e incolla”, all’impreparazione generale, con medici e infermieri “che si contagiavano in assenza di dispositivi di protezione adeguati”. Nelle pagine del documento, spazio anche alle critiche in merito la scarsità di test per individuare i positivi e sulla presenza di “rimedi più teorici che pratici”.

Un contesto quindi tutt’altro che roseo. Il rapporto ha messo in evidenza come il sistema sanitario italiano ha rischiato seriamente di collassare davanti ai colpi del coronavirus. La risposta è stata disorganizzata, non all’altezza degli standard della nostra sanità. A certificare il documento la stessa Oms, con la firma peraltro del direttore europeo Hans Kluge. Le 100 pagine del rapporto sono rimaste online però per appena 24 ore: “Una manina – ha dichiarato in diretta il presentatore di Report, Sigfrido Ranucci – Ha fatto scomparire il documento”.

I giornalisti della trasmissione di Raitre sono andati a chiedere cosa è accaduto a Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms ed ex direttore del nostro ministero della Salute. Quest’ultimo però è apparso alquanto nervoso: “Ancora con quel piano? Lo chieda a chi lo ha ritirato. Ho contribuito ma non l’ho firmato. Mi deve stare a distanza”, è stata la risposta di Guerra. Un nervosismo che, come sottolineato da Giorgio Gandola su La Verità, potrebbe essere condizionato dal fatto che il documento ritirato conteneva la critica molto profonda contro il piano pandemico non aggiornato. Un piano su cui non si è messo mano anche durante gli anni in cui Ranieri Guerra, dal 2014 al 2017, era a capo del dipartimento prevenzione del ministero della Salute.

Del rapporto prima pubblicato e poi ritirato dall’Oms continua comunque a non esserci traccia. E questo conferma i sospetti di molti: l’organizzazione mondiale della sanità agisce su input politici, prima ancora che scientifici. Evidentemente l’intento principale in questo caso era salvare la reputazione dell’attuale governo italiano ed evitare imbarazzi di ogni genere. Così facendo però, un documento potenzialmente importante per comprendere le dinamiche della pandemia è stato di fatto oscurato.



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