Le 3 opzioni sul tavolo di Conte ​Come sarà davvero il lockdown

L’ombra del lockdown torna a farsi vedere sul nostro Paese. Se fino a pochi giorni fa veniva considerato come una soluzione che non rientrava nel ventaglio delle possibilità per fronteggiare la seconda ondata del Coronavirus, adesso si fa sempre più concreta l’ipotesi del “dentro tutti”. Dal governo infatti non vengono più espressi tutti quei timori per i drastici effetti economici che potrebbe comportare: ora si discute sul come e sul quando agire. E l’intento è quello di non perdere tempo, di fare un altro giro di vite appena possibile. Il premier Giuseppe Conte si è via via fatto influenzare dall’ala intransigente e perciò a breve potrebbe adottare il pugno duro sull’Italia. Il trend è in continua crescita e non dà alcun segno di inversione: solamente nelle ultime 24 ore si sono registrati oltre 31mila casi – a fronte comunque di 215.085 tamponi (record) – e ulteriori 199 decessi.

La progressiva preoccupazione del presidente del Consiglio è favorita anche dal report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità che ha fornito uno scenario in peggioramento: l’indice di trasmissibilità Rt è salito a 1.7, mentre una settimana fa era a 1.5. Un aumento che non lascia presagire nulla di buono. Nello specifico sono 11 le Regioni (Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana) dove il Covid-19 corre più velocemente e rischia di andare fuori controllo. L’Iss continua a sostenere la necessità di effettuare “una valutazione di intervento urgente e mirato“, con il presidente Silvio Brusaferro che spinge per un monitoraggio stretto in grado di “confezionare la ricetta settimana per settimana“.

Lockdown? Ecco le 3 opzioni

L’Italia è a un passo dallo scenario 4: nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione autunno-invernale” redatto dall’Istituto superiore di sanità – che contiene le diverse modulazioni delle possibili misure da adottare in relazione all’evoluzione degli scenari epidemiologici – si legge che un Rt prevalentemente e significativamente maggiore di 1.5 (“ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt maggiore di 1.5“) potrebbe portare rapidamente “a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi“. In questo momento Conte trova tre piste sul tavolo delle ipotesi in vista dell’ennesimo Dpcm che potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

La prima opzione prevede il lockdown, anche se non perfettamente uguale e duro come quello della scorsa primavera: si va dalla chiusura delle scuole alle limitazioni di contatti sociali, passando per lo stop di altre attività commerciali e il divieto di spostamento tra Regioni. La seconda possibilità riguarda l’istituzione di zone rosse locali – a livello comunale, provinciale e regionale se necessario – dove applicare una serie di norme da lockdown. La terza infine, riporta l’Huffington Post, sarebbe un mix tra le prime due: una stretta morbida sull’intero territorio nazionale con la creazione di zone rosse territoriali. Il quadro è in rapidissima evoluzione: per Conte si prospettano giorni difficili. Bisognerà valutare e fare delle scelte in maniera oculata poiché andranno inevitabilmente a impattare sui vari ambiti del nostro Paese.



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