ll Nobel Mayor in Sicilia: ‘Il cosmo è tutto da scoprire’

Il cosmo è ancora tutto da scoprire e certamente non sarà possibile venire a capo di gran parte dei suoi infiniti segreti, se ne può avere solo un’idea: lo spiega Michel Mayor, lo scienziato svizzero che nella conoscenza dell’universo si è spinto finora più avanti degli altri. Ha scoperto nel 1995 il primo pianeta extrasolare, chiamato “51 Pegasi b”, e anche per questo ha ottenuto l’anno scorso il premio Nobel per la fisica.

Un altro premio gli è stato ora assegnato dall’osservatorio astronomico Gal Hassin di Isnello, un borgo delle Madonie, in Sicilia, che con il suo polo voluto e sostenuto dalla comunità scientifica italiana è diventato per due giorni la capitale dell’astronomia.

Mayor, accolto con tanto di cittadinanza onoraria, ha incontrato numerosi studiosi e scienziati dell’Inaf, l’istituto nazionale di astrofisica che a Isnello ha eletto sin dai tempi di Margherita Hack un proprio punto di riferimento scientifico. Il fisico è stato chiamato per parlare dei diversi “mondi dell’universo”. E ha detto che, malgrado i progressi da gigante, “c’è ancora moltissimo da fare” per conoscere meglio stelle, pianeti e biomarcatori in grado di dirci se, al di fuori della Terra, ci sono forme di vita. Gli studi sono andati molto avanti ma, secondo Mayor, “ci arrivano da altre galassie segnali da interpretare e da approfondire”.

Lo scienziato svizzero ha poi segnalato le grandi difficoltà ad acquisire immagini e informazioni su quello che avviene nei pianeti più lontani. “Abbiamo segnali – ha detto – che arrivano da galassie lontane anche 30 anni luce. Impossibile pensare di raggiungerle. Si può pensare solo a una ‘osservazione passiva’ dalla Terra con telescopi sempre più potenti”. E due di questi telescopi di ultima generazione saranno presto installati sopra Isnello, in cima a monte Mufara. 


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