Ottaviani (La Rete) “Clandestini in hotel tristellati, unica soluzione il blocco navale”

La Prefettura di Forlì-Cesena è alla ricerca di una struttura alberghiera da destinare all’ospitalità di 60 migranti in isolamento sanitario, o in quarantena con sorveglianza attiva, come riportato anche nell’avviso pubblico presente sul proprio sito.

La struttura ricettiva per ciascun ospite dovrà garantire una stanza singola con bagno ad uso esclusivo, con dimensione non inferiore a 14 mq, un ascensore di adeguate dimensioni, un servizio di sorveglianza degli accessi e servizi al piano per garantire gestione, pulizie, disinfezione, cambio guardaroba e diversi percorsi per sporco e pulito.
“Un avviso pubblico che la dice lunga su come il governo Conte stia rimettendo in funzione il business attorno agli immigrati che, se era grave ieri, oggi lo è ancor di più in presenza dei colpi inferti all’economia dall’emergenza Coronavirus” – attacca il dirigente romagnolo de La Rete Mirco Ottaviani.
“I clandestini, perché di questi parliamo, saranno sistemati in hotel tristellati e una volta portati sul nostro territorio ripartirà nuovamente quel meccanismo che stavolta può diventare addirittura mortale per il nostro sistema turistico” – spiega – “Questo perché sappiamo che seppur l’avviso pubblico riporti come termine il 15 ottobre, tale data sarà prorogata così come la scadenza dello stato di emergenza.”
“Resta inoltre paradossale il fatto che, mentre gli Italiani sono ancora costretti ad una lunga serie di limitazioni, aumentino ogni giorno gli sbarchi incontrollati di clandestini provenienti da paesi extraeuropei non interessati ovviamente da alcuna guerra o conflitto. Il controllo sanitario di quest’ultimi inoltre grava ulteriormente sulle aziende sanitarie locali, già sotto pressione per l’enorme carico di lavoro.”
Poi Ottaviani conclude – “Siamo consapevoli purtroppo che il Governo non voglia intervenire in alcun modo sul tema immigrazione tentando da una parte di disperdere i clandestini su tutto il territorio nazionale e dall’altra di collocarli in quarantena su navi da crociera che costano centinaia di migliaia di euro al mese. Riteniamo che l’unica soluzione seria e puntuale sia il blocco navale e la difesa dei confini nazionali.”
Ufficio Stampa
La Rete Romagna
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