Quell’asse della Lega di Salvini ​col Partito anti-islamizzazione

“Non è sufficiente controllare porti e confini, come la Lega ha dimostrato di saper fare quando era al governo: anche la cronaca di questi giorni ci ricorda che è necessario difendere identità, storia e cultura”. Così Matteo Salvini ha annunciato il patto stretto tra la Lega e il Partito Anti-Islamizzazione (Pai).

L’obiettivo è quello di “rafforzare la collaborazione su temi comuni quali controllo dell’immigrazione e valorizzazione della storia e delle tradizioni dell’Italia e dell’Europa”. La formazione “anti-islamista” è nata nel luglio del 2017 a Milano su iniziativa del criminologo e pastore ortodosso Alessandro Meluzzi, presidente onorario. Il Pai conta 500 tesserati e una pagina Facebook da 24mila follower. Il simbolo è un tricolore circolare.

Tra i punti fermi del partito la “limitazione dei flussi migratori incontrollati”, la “salvaguardia delle tradizioni italiane” e la lotta per “impedire che la legge religiosa possa prevalere su quella civile”. “La legge dello Stato e la Costituzione devono essere l’argine alle radicalizzazioni, agli estremismi e garantire l’uguaglianza di tutti a prescindere dal credo politico o religioso – si legge sul sito web del partito – lo Stato deve porre una linea invalicabile all’interno della quale tutte le religioni devono rimanere”. “Lo Stato – ammoniscono ancora dal Pai – non può accettare di fare passi indietro sulle libertà civili e sulle conquiste sociali e culturali perché una qualsivoglia religione vuole imporre il suo credo considerandolo moralmente superiore agli altri”.

Un argomento, questo, tornato alla ribalta nelle ultime settimane, con l’Europa scossa da una serie di attentati terroristici. In alcuni Paesi, come ad esempio la Francia, le istituzioni si trovano a fare i conti con intere aree fuori controllo, dove la sharia quasi prevale sulla legge dello Stato. Non a caso Oltralpe, il presidente Emmanuel Macron, parla di “separatismo” con riferimento alle comunità islamiche più radicali. “Vorremmo che l’Islam fosse in grado di riaffermare la supremazia della Costituzione sul Corano”, spiegava proprio Meluzzi in un’intervista concessa qualche anno fa proprio al Giornale.it. E, passando al lato pratico, “impedire che in futuro non diventi impossibile mangiare il prosciutto in pubblico, avere mortadella nelle mense, appendere un crocifisso e fare il presepe a Natale o bere un bicchiere di whisky in un dehor”.

Al momento della fondazione del movimento, con il segretario Stefano Cassinelli e il presidente Bruno Polti, Meluzzi metteva in guardia i suoi potenziali elettori sul fatto che “senza ulteriori flussi migratori, cosa di per sé inverosimile considerati i continui sbarchi, nel 2040 l’Italia avrà tra i 18 ed i 20 milioni di musulmani”. Un fatto che, secondo il Pai, metterebbe a repentaglio la nostra storia e le nostre tradizioni.

Già nel 2017, inoltre, lo psichiatra e criminologo strizzava l’occhio a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Dal punto di vista dei contenuti nessuna, entrambi sono coerenti con la nostra linea – affermava nella stessa intervista – se si manterranno fermi su questo punto avranno il nostro appoggio”. Promessa mantenuta, almeno nei riguardi del primo interlocutore.

L’accordo con la Lega, rivela Stefano Cassinelli, intervistato dall’Adnkronos, “prevede la creazione di un Dipartimento che si occuperà della questione islamizzazione”. “Ci sarà la nostra presenza alle prossime elezioni politiche, una rappresentanza del Pai al fine di mettere senza se e senza ma la tematica islamizzazione nell’agenda politica”, ha annunciato infine il segretario dell’organizzazione.



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