REGIONE. DISCOTECHE. MORRONE (LEGA) RIAPERTURA AL 100 PER CENTO, PRIORITARIO AFFRONTARE GRAVI PROBLEMI POST COVID PER GIOVANI

DISCOTECHE. MORRONE (LEGA) RIAPERTURA AL 100 PER CENTO, PRIORITARIO AFFRONTARE GRAVI PROBLEMI POST COVID PER GIOVANI

Roma, 10 novembre. “Meglio le feste e i rave abusivi con centinaia, se non migliaia di persone senza alcun controllo e senza misure sanitarie precauzionali o meglio aprire al 100% le discoteche dove i controlli ci sono? Certamente meglio la seconda opzione. Sì, quindi, alla riapertura delle discoteche senza restrizioni numeriche, ma con regole uguali per tutti e verifiche che ne accertino l’osservanza”.
Questa l’opinione del parlamentare della Lega Jacopo Morrone intervenuto in un dibattito a radio RPL sul tema ‘Divertimento in sicurezza? Si può e si deve’.
“I locali da ballo sembrano essere diventati un argomento tabù, nonostante molte di queste aziende rischino di chiudere definitivamente dopo due anni di black out causa Covid con la perdita di decine e decine di posti di lavoro. Certo non sempre chi partecipa ai rave è anche frequentatore delle discoteche, ma in mancanza di meglio giovani, giovanissimi e meno giovani cercano di socializzare e di divertirsi come possono anche in tempi di restrizioni. E’ nella natura delle cose. E se i locali da ballo sono chiusi, le feste private abusive sono l’unica soluzione. Quindi certamente meglio l’apertura delle discoteche. Preoccupa, al contrario, ciò che accade fuori dai locali, per la strada, violenze e maxirisse. I mesi di confinamento forzato, di relazioni sociali e scolastiche interrotte hanno sconvolto la vita di molti giovani. Non a caso sono sempre più frequenti i casi di aggressioni e di reati di bullismo, cyber-bullismo e stalking, oltre a abuso di alcol e droghe. Il fenomeno non è nato con il Covid, esisteva già, ma negli ultimi due anni si è certamente aggravato e ampliato. Credo che compito prioritario delle Istituzioni sia una presa di coscienza di questo problema estremamente serio perché riguarda non solo il presente, ma il futuro della nostra società”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *