Romgana. Bonaccini in isolamento per curare la polmonite bilaterale fa sapere che il difficile è non lavorare

Voglio ringraziarvi per i tantissimi messaggi che continuano ad arrivarmi in queste ore. Anche da persone a me sconosciute. Per un saluto, un incoraggiamento. Per chiedermi come sto. La cosa mi commuove e mi fa sentire forti affetto e vicinanza.
Come saprete, nei giorni scorsi ho passato una notte in ospedale per una serie di accertamenti. I risultati, per fortuna, sono stati buoni, con parametri medici nella norma, e già nel pomeriggio ero di nuovo a casa, dove sto proseguendo il periodo di isolamento e le terapie per curare la polmonite bilaterale che mi ha colpito.
Mi sento comunque meglio. Per chi conosce il mio carattere e come son fatto, sa che per me fermarmi non è facile, tuttavia devo rispettare il riposo che i sanitari mi hanno consigliato, per uscirne il prima possibile.
C’e’ un forte senso di responsabilità che sta continuando a dimostrare la stragrande maggioranza degli emiliano-romagnoli. Da sabato e domenica, infatti, sono in vigore nella nostra regione nuove misure restrittive. Conoscete il mio pensiero: le polemiche non mi piacciono, le trovo assurde in un momento drammatico come questo. E’ naturale avere anche visioni discordanti, ma per uscire dalla pandemia abbiamo un’unica strada davanti: lavorare insieme per abbassare il prima possibile la curva dei contagi, svuotare gli ospedali e aiutare medici, infermieri e operatori sanitari, encomiabili ogni giorno. Dando così respiro a loro e continuando a garantire la gran parte delle attività sanitarie ordinarie: in Emilia-Romagna, infatti, stiamo curando tutti, non solo i casi Covid, e questo nessun parametro o algoritmo lo può cancellare. Ma la tenuta della nostra sanità richiede da parte di tutti noi un ulteriore sforzo: dobbiamo rispettare le regole e limitare il più possibile i contatti a quelli strettamente necessari.
C’è poi un altro ringraziamento che in questo momento voglio fare: ai commercianti, agli esercenti, ai baristi, ai ristoratori, ai gestori di palestre, piscine e società sportive, agli artisti ed agli operatori culturali e dello spettacolo e a tutti coloro che hanno un’attività che hanno dovuto sospendere o limitare. Il vostro sconforto e la vostra preoccupazione sono più che comprensibili, ma in una situazione davvero difficile state dimostrando una maturità e una coscienza civica non scontate. In Giunta siamo al lavoro su misure di sostegno, attraverso fondi regionali, che possano integrare i ristori nazionali. Così come in sede di Conferenza delle Regioni il tema degli aiuti e, soprattutto, della loro velocità di erogazione, è stato posto come priorità assoluta. E penso alle famiglie, che devono sopportare un doppio sforzo: da un lato il disorientamento dei figli, costretti in tanti alla didattica a distanza, quando la scuola è invece presenza, socialità, conoscenza, contatto. Dall’altro, per chi ha genitori anziani, la difficoltà di volerli aiutare, sapendo, però, che la distanza è un elemento decisivo per salvaguardarne la salute.
Stiamo vivendo un periodo molto difficile. Ma non mi stanco di ripetere che siamo una comunità forte e unita. Continuiamo a fare insieme la strada che resta, certo non breve, sapendo che il vaccino sta per arrivare, e questa è una notizia straordinaria.
A breve saranno pronti, per parte nostra, il nuovo Patto regionale per il Lavoro e per il Clima, che vogliamo firmare e condividere con tutte le parti sociali e che segnerà le priorità dell’Emilia-Romagna per i prossimi anni, a partire da una nuova crescita sostenibile che recuperi posti di lavoro e competitività per le imprese. Così come abbiamo già pronta la proposta di investimenti da consegnare al Governo come parte integrante del Recovery Plan, per i futuri investimenti strategici da cui far ripartire la nostra economia: conoscenza e saperi, ambiente, lavoro, welfare. Infine, stiamo accingendoci al confronto con parti sociali e forze politiche sulla prossima progammazione dei fondi europei assegnati alla nostra regione per gli anni 2021/2027. Perché per andare veloci si può andare soli, ma per andare lontano si deve andare insieme.
Forza, che ce la facciamo.
Un abbraccio,
Stefano

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