Scontro sul “Ristori-bis”. Però Gualtieri esulta: arrivano le prime risorse

In arrivo un miliardo di euro sui conti correnti. Sono quelli del primo decreto Ristori, in attesa delle risorse del secondo, atteso ieri sera al Consiglio dei ministri e oggetto di un braccio di ferro nella maggioranza proseguito fino a tarda serata. A dare la notizia delle prime erogazioni è stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «Sono passati soli nove giorni dall’emanazione del primo decreto Ristori, e l’Agenzia delle entrate ha già emesso i primi mandati di pagamento. Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro», ha annunciato.

Per il viceministro Laura Castelli i primi bonifici sarebbero addirittura arrivati ieri. Un modo per scongiurare un nuovo flop, come quelli dei precedenti bonus. O, peggio, quello della cassa integrazione. E anche una risposta alle proteste delle categorie che hanno iniziato a farsi sentire sui ristori. Cna, ad esempio, ha chiesto al governo di fare in fretta. «Le chiusure sono una certezza ma del nuovo decreto ristori ancora non c’è traccia».

Adesso si apre la corsa per attuare il secondo decreto, atteso per il consiglio dei ministri di ieri sera, ancora non iniziato quando questo giornale era in chiusura. Sarà garantita «altrettanta rapidità», ha assicurato Gualtieri. La novità rispetto al precedente decreto è che saranno incluse nelle misure anche le famiglie. Ci sono congedi parentali riconosciuti a chi risiede in «aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, e nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile». Possibile per i genitori astenersi dal lavoro «alternativamente» per «l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza». Sarà riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione. Congedi riconosciuti anche a genitori «di figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado».

Per includere anche i lavoratori autonomi, sempre a favore delle famiglie delle zone rosse, previsto un bonus baby sitter da mille euro per i genitori che hanno i figli iscritti alla scuola media ma costretti alla Dad. A patto che «non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito». Bonus riservato a iscritti alla gestione separata Inps o alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria «e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie». Sembrerebbe quindi tornare l’esclusione dei professionisti iscritti a casse private, come avvocati e ingegneri, che sollevò polemiche con i primi aiuti a fondo perduto.

Tra le novità emerse nelle bozze circolate ieri, la «sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali» nelle zone rosse. Per quanto riguarda le nuove categorie ammesse ai rimborsi, i contributi agli agricoltori. Poi il fondo straordinario a sostegno del terzo settore e il fondo per i contributi alle attività nei centri commerciali.

Tema di dibattito fino all’ultimo un nuovo rinvio delle tasse. Nelle bozze c’è lo slittamento di tutte le tasse al 2021, per gli ateco compresi dai ristori e nelle zone rosse. Conte è stato molto più prudente. Fino a ieri sera sembravano confermate le altre misure anticipate nei giorni scorsi, i ristori raddoppiati rispetto a luglio, il credito d’imposta sugli affitti commerciali, stop al pagamento della seconda rata Imu.

Resta da vedere l’impatto sull’economia. Per ora i mercati fanno affidamento soprattutto sulla Bce. Lo dice esplicitamente l’agenzia di rating Moody’s che ieri sera ha confermato il giudizio sul debito italiano: Baa3 con outlook stabile.



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