Scoperta filiera per false calze Supreme, 43 denunce

(ANSA) – SARZANA, 05 NOV – Sono tra gli indumenti più
ricercati dai giovanissimi e, proprio per questo, vengono
contraffatti e venduti in modo abusivo. Un giro da centinaia di
migliaia di euro legato alla commercializzazione di false calze
Supreme è stato stroncato dai finanzieri della Compagnia di
Sarzana (La Spezia), che hanno denunciato 43 persone in tutta
Italia per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.
    Oltre 60 mila le calze sequestrate. L’operazione ‘Falso
supremo’, che ha portato a perquisizioni e sequestri in tutta
Italia, era cominciata alla fine del 2019 a Sarzana, quando in
un negozio gestito da un cinese vennero sequestrate centinaia di
paia di calze Supreme false. Da qui l’ndagine si è allargata a
tutta la Penisola, permettendo di smantellare l’intera filiera
di produzione e commercializzazione. Nei mesi scorsi era stato
individuato il fornitore della merce, un cinese con vendita
all’ingrosso a Lacchiarella, nel Milanese, ed erano state
sequestrate 13.614 paia di calze in vendita in negozi di
Bergamo, Genova, Sant’Ilario d’Enza, Acqui Terme. Da qui, i
finanzieri sono riusciti a ricostruire l’intera filiera del
falso, che ha portato a una fabbrica di Lecce dove venivano
prodotte le calze, e in 43 negozi in tutta Italia dove gli
indumenti falsificati venivano venduti. Sequestri sono avvenuti
in negozi di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Torino, Firenze,
Padova e Piacenza: sotto sigilli sono finite 63.295 paia di
calze, oltre al materiale per il confezionamento, per un valore
complessivo di 443mila euro. Secondo le fiamme gialle,
l’attività aveva permesso al produttore di guadagnare circa 200
mila euro. (ANSA).
   


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