Scuola: scioperi studenti e flashmob, sia aperta e sicura

Scioperi dalle lezioni e flashmob in tutto il Paese per chiedere scuole aperte e sicure. Dopo la decisione di alcune Regioni di chiudere le superiori, ricorrendo alla didattica a distanza , si mobilitano gli studenti.

“La scuola nelle mani della politica – dice all’ANSA la segretaria scuola della Cisl Maddalena Gissi – rischia di essere dilaniata e devastata e con lei il futuro dei nostri ragazzi. In una situazione “bellica”, come quella che stiamo vivendo, mi sarei aspettata una procedura super partes in grado di realizzare da subito e in modo inderogabile le indicazioni delle autorità sanitarie. L’interpretazione politica delle tante delibere promosse dal Cts, sta evidenziando una grande bagarre istituzionale dove ogni soggetto difende le proprie prerogative e si rigira in un groviglio di giustificazioni. Alle nostre rimostranze e in frugali incontri, le dichiarazioni sono state all’insegna del “abbiamo tutto sotto controllo”. 

“Il problema del contagio non sono le scuole, ma come è stata organizzata la riapertura” – sostiene Alessandro Personè dell’Unione degli Studenti – Durante i mesi estivi non si è lavorato abbastanza per potenziare le corse dei trasporti, costruire nuove aule contro le classi pollaio e garantire l’organico necessario. Ora stiamo scontando un piano di riapertura che non ha dato risposte ai problemi che ogni giorno stiamo vivendo”.

“Oggi scioperiamo perché vogliamo non doverci preoccupare di dover studiare mettendo a rischio la nostra salute e la nostra sicurezza: vogliamo poter studiare in qualunque condizione.Vogliamo l’aumento dei fondi della legge di Bilancio e del Recovery Fund per avere una scuola aperta e sicura, che non veda autobus strapieni. Il governo deve incontrarci e confrontarsi con studenti, docenti e genitori: servono risposte immediate!”, conclude l’Unione degli studenti.

“La scuola deve essere l’ultima a chiudere, senza se e senza ma” e “se ci sono delle criticità la risposta non può essere la chiusura delle scuola” deve essere invece “mettiamoci intorno ad un tavolo nel più breve tempo possibile e riorganizziamo i trasporti locali perchè le scuole rimangano aperte”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti intervendo a Radio24. “E’ vero che il problema dell’organizzazione fuori della scuola in entrata e in uscita – ha aggiunto – è un tema, ma c’era da mesi e per il quale le Regioni anche si dovevano organizzare.

   


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