Serie A: Milan Verona, Pioli vuole ripartire

Obiettivo ripartire e rialzare la testa subito, dopo la pesante sconfitta in Europa League. Il Milan comunque vada è già sicuro di passare la seconda giornata in vetta solitaria alla classifica, cosa che non accadeva da dieci anni, ma domani contro il Verona ha bisogno di mettersi subito alle spalle il 3-0 incassato dal Lille che ha messo fine alla striscia dei 24 risultati utili consecutivi. “Giovedì contro il Lille non siamo riusciti ad esprimerci bene, pagando a caro prezzo gli errori. Domani dobbiamo esser pronti per fare una prestazione di un altro livello, una prestazione da Milan. Il primo posto certifica la bontà del nostro lavoro, ma dobbiamo proseguire su questa strada”, le parole del tecnico Stefano Pioli alla vigilia. “Giochiamo contro un avversario allenato bene e che sta confermando quanto fatto lo scorso anno. È un’opportunità per aumentare i punti e confermare il nostro momento” ha aggiunto l’allenatore rossonero. Nessuna preoccupazione nemmeno per la pressione dell’essere da soli in vetta. “La pressione ce la creiamo da soli, siamo molto rigidi con noi stessi. Vogliamo ottenere il massimo ed essere ambiziosi. Quello che dice l’ambiente esterno non ci preoccupa né ci dà ulteriore pressione”. Alle spalle è anche la reazione di Zlatan Ibrahimovic, uscito particolarmente nervoso in seguito alla sostituzione nella gara contro il Lille. “Parlo spesso con i miei giocatori, sia nei momenti positivi che in quelli negativi. Siamo tutti nella stessa direzione, reagiamo tutti per il bene della squadra. Non c’è stato bisogno, siamo tutti consapevoli di aver giocato male ma abbiamo le qualità per rifarci”. Ma niente riposo per lo svedese, almeno domani: “Valuterò Zlatan settimana dopo settimana. L’ho utilizzato ultimamente nel modo migliore per la sua condizione. Sarà un futuro impegnativo, anche al rientro dalla pausa avremo 10 partite in 31 giorni ma valuteremo strada facendo, cambiano sempre le partite e gli avversari. Non guardiamo troppo in là”. Pioli intanto però deve fare i conti con un momento sottotono di alcuni dei suoi big, come Romagnoli e Theo Hernandez: “Le critiche nel calcio sono sempre eccessive, come gli elogi del resto. Alessio è un leader, Theo resta un punto di riferimento anche se giocare tanto comporta che non si possa sempre essere al cento per cento”. Chi non è al top è Ante Rebic, che domani partirà partire dalla panchina: “Sta meglio ma non credo possa giocare dall’inizio, dopo la sosta tornerà al top”


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